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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

lunedì 17 dicembre 2012

Simmenthal home made (Terrina di vitello)

Oggi ci cimentiamo con una ricetta di origine francese. Anche se non amiamo particolarmente  la cucina francese, bisogna dare atto che sulle terrine e i pâté ci sanno fare. Loro lo chiamano anche “fromage de tête de veau” cioè formaggio di testina di vitello. Non storciamo il naso perchè oggi come oggi la testina di vitello la troviamo bella pulita e arrotolata, fra l’altro a prezzi abbordabili il che non guasta, ed è un taglio di carne gelatinoso ma con pochi grassi, perchè come mi ha fatto notare una mia amica biologa c’è pochissimo grasso nella testina in quanto composto per la maggior parte di tessuto connettivo, se possiamo quindi mettere assieme leggerezza e gusto più qualcosa di diverso dal solito ben venga.

INGREDIENTI:
Un pezzo di testina di vitello
odori /sedano, carota, cipolla)
prezzemolo
vino bianco
brandy
sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO:
Per prima cosa facciamo un classico bollito: quindi un bel pentolone d’acqua con sedano carote e cipolle, e appena bolle mettiamo due bicchieri di vino bianco e il nostro pezzo di carne che avremo lasciato in acqua corrente una mezz'oretta a sbianchirsi. Il motivo per cui lo mettiamo nell'acqua che bolle e non a freddo è perché a noi non interessa fare un buon brodo, ma ci interessa che sia gustoso il pezzo di carne: mettendolo nell'acqua bollente lo shock termico chiude i pori e non disperde nell'acqua il gusto della carne. Se invece ci interessa un buon brodo saporito di carne dobbiamo mettere tutto nell'acqua a freddo e arrivare a bollore piano piano.
Quando bolle, schiumiamo se necessario, abbassiamo al minimo la fiamma, e piano piano piano lo facciamo sobbollire, magari con un coperchio che copre metà pentola, e lo facciamo andare almeno 2 ore e mezzo, la carne deve diventare morbidissima. Io non ci metto meno di 3 ore di cottura. Alla fine sarà così:

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Cercando di lavorarlo caldissimo, possiamo agire in due modi: o lo passiamo al tritacarne o lo tagliamo a coltello a pezzettoni più o meno grossi. Passandolo al tritacarne avrà più la consistenza di un pâté, lasciandolo a pezzettoni avrà un aspetto più rustico. Io che li ho provati tutti e due lo preferisco a pezzettoni, ma dipende molto dal gusto personale.
Perché lavorarlo a caldo? Perché così facendo mentre si raffredda la gelatina naturale che contiene funge da collante compattando il preparato.
Dopo averlo tagliato si presenta così:
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Lo mescolo con del prezzemolo e erba cipollina tritati sottili, grani di pepe nero e di ginepro, aromatizzo con mezzo bicchiere di brandy, aggiusto di sale, mescolo bene e lo metto in forma. In genere io lo metto in uno stampo da plum-cake oppure con della carta forno faccio un grosso salame, stavolta avevo lo stampo occupato e tanto per cambiare l’ho messo in uno stampo tondo.
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Ci ho messo un pò di carta forno e dei pesi sopra
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e via in frigo.
Dopo qualche ora, l'ho scollato dai bordi e capovolto su un piatto, l'operazione è semplice perché a parte una minima resistenza iniziale poi si spiatta subito.




Ho provato a tagliarla come un formaggio e a fettine sottili per vedere la differenza:






Come si serve?


  • affettato sottile, condito con olio pepe e limone
  • affettato sottile con accompagnamento di salsa verde
  • affettato sottile su del pane tostato condito con un po di senape
  • affettato sottile accompagnato con tzaziky o tirokaftery
  • tagliato a tocchetti grossi con insalata mista
  • tagliato a tocchetti grossi con mostarda di frutta
Consiglio di toglierlo dal frigo un'oretta prima di mangiarlo per farlo ammorbidire un po.













lunedì 10 dicembre 2012

Salsa al mango


Prendete un bel mango, sperando di trovarlo maturo e dolce al punto giusto, togliete il seme centrale e ovviamente anche la buccia. Fatelo a pezzettoni, mettetelo in un frullatore con qualche goccia di limone e frullatelo.

Diventerà una cremina vellutata, se invece piace una consistenza più granulosa e meno liscia battetelo con un coltello o passatelo allo schiacciapatate.



Ottimo come accompagnamento al pesce o alla carne cruda perché la sua freschezza pulisce la bocca, ma recentemente l'ho provato col maiale, con delle costine, e devo dire che anche con la carne cotta è eccezionale. Ormai la salsa al mango è diventata una mia piacevole abitudine.

Enjoy


Purè al cavolo nero

Questa ricetta me la ricordo sin da quando ero piccolina; ho visto purè fatti col formaggio, col prosciutto, ma  non mi è mai capitato di vederne fare con la verdura, specialmente col cavolo nero, che  ho notato si conosce poco oltre i confini della mia toscana.

Fra l'altro per chi ama la famiglia dei cavoli come me, il cavolo nero oltre ad avere moltissime vitamine, ha un gusto proprio buono, perché è bello croccante e le sue foglie sono corpose.

INGREDIENTI:

patate
burro
latte
cavolo nero
sale pepe q.b.

PREPARAZIONE:

Ho trovato queste belle foglie di cavolo nero


Le ho ovviamente lavate e scolate dopo aver tolto l'anima centrale coriacea, le ho messe a bollire per qualche minuto poi le ho passate con la mezzaluna e fatte saltare con un po d'olio e aglio in padella.

Nel frattempo ho fatto il purè classico, ho cotto le patate a vapore (in genere non le metto in acqua ma le cuocio al vapore, così non si impregnano troppo di liquido) e le ho passate.


Noce moscata, sale, pepe, latte e burro e una bella mescolata. Mi sono tenuta bassa col burro perchè dovevo contare anche del condimento del cavolo, e non volevo esagerare coi grassi.

Ho aggiunto i miei cavoli



E ho dato una bella mescolata.


BUONISSIMO!! Per la prossima volta però trito un pò di meno la verdura e la lascio più a pezzettoni, voglio vedere il bianco del purè e i pezzi di cavolo in mezzo, invece che ridotti a crema... Ma devo dire che il gusto era buonissimo, invece del solito purè (che ogni tanto fa davvero molto ospedale) è diventato un contorno diverso dal solito.

Enjoy









mercoledì 5 dicembre 2012

Country apple pie: dai pionieri americani la torta di Biancaneve

Alzi la mano chi NON si ricorda il film di Walt Disney Biancaneve!!! Mi ricordo che mi sono sempre chiesta quale sarebbe stata la ricetta per fare la torta che Biancaneve prepara ai nanetti, quella ricoperta e coi buchetti sopra. Bhe dopo un bel po di prove ho collaudato la mia personalissima Apple Pie, che tutte le volte viene letteralmente presa d'assalto dagli ospiti... un giorno mi riprometto di farla TUTTA PER ME!!!



INGREDIENTI:

Pasta Brisè:
farina 400 g
burro 200 g
acqua ghiacciata 140 ml

Ripieno:
mele di due varietà diverse 4 o 5
zucchero 100 g
cannella - noce moscata - sale

La parola d'ordine per la pasta brisè è "FREDDO". Non va lavorata a lungo, l'acqua che si aggiunge deve essere ghiacciata, aggiungendo dei cubetti di ghiaccio.

Potete mettere burro e farina in un mixer (anche il burro freddo di frigo) e lavorarlo pochi secondi finché non diventa tutto granuloso: poi aggiungere l'acqua fredda e impastare velocemente fino a formare un panetto che divideremo in due, (uno sarà la base e uno il coperchio della torta), che andranno ricoperti con della pellicola trasparente e messi in frigo mentre facciamo il ripieno. In alternativa potreste prendere i fogli di pasta brisè già pronti e arrotolati, anche se io sono della parrocchia del "famolo in casa" se no che cuochi siamo???

Per il ripieno puliamo le mele, leviamo ovviamente il torsolo e tagliamole a tocchetti di varia misura, così in forno i pezzi più piccoli si scioglieranno e i più grossi saranno gradevolmente croccanti. Mettiamo i dadini di mela in una ciotola, e spolveriamoli con lo zucchero, la cannella e la noce moscata macinati. Siate generosi con cannella e noce moscata, è da queste due spezie che la torta prende il maximo sapore. A chi non piacciono queste due spezie...bhe fatela senza ma perderà molto!!!!

Mescoliamo la mela con gli altri ingredienti e assembliamo il tutto: stendiamo col mattarello i due panetti di brisè, ne mettiamo uno in una teglia ricoperta di carta forno, versiamo dentro tutto il composto di mele e spezie cercando di fare una forma a cupola, più ripieno nel centro e meno nei lati,, copriamo col secondo foglio di brisè, sigilliamo tutto intorno con una forchetta così facciamo anche un po di decorazione, dei tagli sulla superficie (i cosiddetti "camini") e se volete con la brisè che avanza potreste attaccare che so....delle decorazioni a forma di meline fatte coi tagliabiscotti, o comunque tutto quello che si vuole. Una spennellata di latte e via in forno, 180° ...bhe ...all'incirca 30 o 40 minuti, lo sentite dall'odore quando è cotta!!!

Una volta cotta, attenzione a sfornarla perché da calda è delicata, l'ideale è farla intiepidire... o se la mangiate calda, accompagnatela a palline di gelato, o panna montata e frutti di bosco..... yummm!!!

Enjoy!




Tirokafteri - crema di feta piccante

In un ristorante greco mangiai una sera come accompagnamento a della carne di agnello, questa crema bianchissima e piccantissima!!!

Era evidentemente fatta con la feta, ma non sapevo la procedura. Dopo vari tentativi mi sono creata la crema di feta che più si avvicinava al gusto di quella che avevo mangiato nel ristorante, i greci mi perdoneranno se ometto o vario qualcosa, diciamo quindi per essere corretti  che la mia è una "simil-tirokafteri"

INGREDIENTI:

un panetto di feta
peperoncino fresco piccante (in mancanza va bene quello secco) q.b.
1 spicchio d'aglio (o mezzo se vi sembra troppo)
vino bianco quanto basta.

PROCEDIMENTO:
Il difficilissimo procedimento consiste nel.....mettere tutto (escluso il vino) in un frullatore e frullare!!!
Deciderete voi la consistenza, se la volete più granulosa frullate poco, a me che piace più liscia la faccio frullare qualche minuto in più. Il vino va usato per aiutare a frullare gli ingredienti, magari messo in due o tre volte. Ottima per accompagnare la carne (soprattutto perché rinfresca la bocca se la carne è troppo grassa) e le verdure, col pesce non ce la vedo molto.

martedì 4 dicembre 2012

Pappardelle ripiene

Tempo fa ho visto questa ricetta, ma alla mia età la memoria fa un po cilecca... non ricordo se l'avevo vista su un giornale, piuttosto che in un ristorante, alla televisione o internet... non mi ricordo più!!! So che per tanti anni è stata nel dimenticatoio, quando un giorno mi è punto vaghezza di farla, più che altro perché ero curiosa di sentirne il gusto!!!

Indi per cui, TA-DAAAAA!!!! La mia personalissima versione delle pappardelle ripiene!!! io li ho fatti per 4 persone, anche perché  insomma, non sono assolutamente difficili da fare, ma sono quelle cose un po lunghe..... ma siccome il mio motto è: se non c'è manipolazione non c'è cuoco, andiamo a fare i cuochi:

INGREDIENTI:

Per la pasta:
400 g. di farina di semola rimacinata
4 uova
cioè l'impasto classico. Io ho usato la normale farina 00 ma mi riprometto la prossima volta di usare la semola per farle venire un po più sostenute.

Ripieno:
1 radicchio
ricotta
1 uovo
parmigiano
1 cipolla
sale, pepe q.b

Condimento:
Funghi 1 conf.
aglio
burro
vino bianco
peperoncino piccante (falcoltativo)

Iniziamo col preparare l'impasto... dato che gli impasti devono riposare almeno una trentina di minuti per non rompere la maglia glutinica e lasciare l'impasto bello elastico, prepariamolo impastando uova e farina (se serve qualche goccio di acqua tiepida), coprirlo con pellicola trasparente e lasciarlo da parte. NON mettete sale perché il sale è quella robina che elimina l'elasticità dell'impasto, meglio metterlo nell'acqua di cottura che nell'impasto.

Mentre l'impasto riposa prepariamo il ripieno: molto semplicemente soffriggiamo la cipolla e aggiungiamo il radicchio lavato e scolato



e tagliato a pezzi molto piccoli... facciamolo andare per una decina di minuti, o comunque il necessario per asciugare l'umidità propria della verdura, perché se no inzupperebbe la pasta, chiudiamo il fuoco e lasciamolo un attimo a intiepidire.
Quando è abbastanza intiepidito, vediamo se è il caso di sminuzzarlo ancora un po nel caso ci fossero alcuni pezzi grossi, in genere io una passata di coltello la faccio... chi vuole può usare la mezzaluna, ma come dicono ai corsi di cucina "il vero cuoco non usa la mezzaluna".  In effetti io dopo che mi sono abituata ad usare il coltello ho accantonato la mezzaluna, col coltello mi diverto di più!!! :-)

COMUNQUE!!!..... dopo che il radicchio ci sembra della misura che ci aggrada, via in una ciotola a mischiarlo con uovo, parmigiano e ricotta.... impossibile dare le dosi , perché c'è chi ama più ricotta chi invece preferisce sentire più l'amarognolo del radicchio, suggerisco un sistema matematico mooolto efficace:
A-S-S-A-G-G-I-A-T-E!!!
Quando il gusto sarà entrato nelle vostre corde, l'impasto è pronto!

Adesso abbiamo l'impasto che ha riposato e il ripieno. Regola N. 1 del cuoco provetto sopraffino: dopo che avete fatto il più grosso, e con lo sguardo ammiccante vi compiacete del vostro lavoro, aprite il frigo, tirate fuori una bottiglia di un ottimo gewurztraminer, stappatela, versatela in un bicchiere a calice, sedetevi e sorseggiatela con aria goduriosa continuando a guardare compiaciuti la prima parte del vostro lavoro mentre vi dite "come sono stata brava!!!" . Questa fase va ASSOLUTAMENTE seguita altrimenti il piatto non riesce!!! :-) Va bene anche un muller thurgau, l'effetto è lo stesso!!!

(per chi è astemia il tutto funziona con un'ottima perrier d'annata)

Dopo la fase di auto-compiacimento, continuiamo:

iniziamo con la classica sfoglia... se abbiamo la nonna papera, facciamo delle belle strisce larghe, chi è una sfoglina provetta tirerà la sfoglia a mano, ahimè io confesso la mia mancanza in tal senso.



e con l'aiuto di un sac-à-poche facciamo delle belle strisce di ripieno:



Chiudiamoli con un'altra sfoglia e sigilliamo bene tutti i bordi intorno, ma MOLTO BENE perché non possiamo permetterci che si aprano in cottura, magari inumidiamo i bordi ma CHIUDIAMOLI BENE.


E vualà (francese riveduto e corretto) ecco come si presenta il nostro lavoro finito!




Quanti ne facciamo a testa? persone di fame media direi un 5 o 6 a testa... se usate la farina 00 in cottura cresce di più della semola, comunque bisogna tenere conto che il piatto è ricco quindi si può anche stare bassi.
Non sono carini?

Possiamo farli il pomeriggio o la mattina se abbiamo in programma una cena, per  il condimento io ho optato un ragù di funghi, ma anche il classico burro salvia  (e semi di papavero no???) possono andare bene, quello che non vedo attinente invece è un sugo di pomodoro, secondo me coprirebbe troppo.

Condimento di ragù di funghi:

burro e aglio tritato a soffriggere in una pentola, aggiungiamo i funghi freschi (magari avere i porcini, se no accontentiamoci degli champignon o dei cremini) vanno bene tagliati a pezzettoni, tanto dopo li trasformeremo in crema.


Facciamo evaporare l'acqua che faranno, bagniamoli con un bicchiere generoso di un ottimo vino bianco (non quello che serve all'auto-stima del cuoco!!!) e facciamo andare qualche minuto. Con un frullatore a immersione trasformiamoli in una purea molto granulosa, non deve essere proprio ridotto a crema.


TA_DAAA! il vostro mega piatto per stupire amici parenti e nemici è pronto!!! lessate con delicatezza le pappardelle, scolatele con altrettanta delicatezza, appoggiatele in un vassoio largo e piatto per ridurre al minimo il mescolamento, conditele col ragù di funghi e.... godetevi i complimenti!!!
Non sono riuscita a fare una foto delle pappardelle finite, questo piatto si è letteralmente autodistrutto dopo i canonici 10 secondi, nemmeno mission impossible sarebbe arrivata a tanto!!! Una bella soddisfazione!!!!

Enjoy!










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lunedì 3 dicembre 2012

Banane al rum

L'ultima portata della mia cena a tema era questo dessert, che mi hanno "obbligato" a rifare per 3 volte di seguito...

INGREDIENTI:

banane 1 a testa
50 g. di burro
1 tazza di zucchero di canna
rhum delle antille

PROCEDIMENTO:

Fate sciogliere il burro in una padella larga con lo zucchero di canna. Appena lo zucchero inizia a caramellare, aggiungete le banane intere, che io però avevo diviso in 3 parti per comodità, per qualche minuto, girandole spesso in modo da farle ricoprire bene con il caramello. A cottura avvenuta, una dose generosa di rum che ovviamente flamberà, (occhio a non bruciarvi) aspettate che la fiamma si spenga da sola e servite. Poi mi saprete dire.....

Usano questo tipo di dessert specialmente durante il carnevale di New Orleans accompagnato da palline di gelato alla crema. Io quando l'ho preparato non avevo il gelato quindi l'abbiamo mangiato così ed è stato comunque buonissimo, ma l'ho rifatta un'altra volta stavolta accompagnata col gelato e l'insieme della banana bollente col freddo del gelato...bhe..... non ci sono parole!!!

Enjoy!

Scampi avvolti nella pancetta con salsa al mango

Yummm questi sono buoni!!!! E semplici e veloci!

INGREDIENTI:

- Scampi belli grossi, contatene almeno 3 a testa
- pancetta tagliata sottile
- 1 mango

Anche qui ci sarebbe voluto del cocco, ma visto che questi scampi andavano per la cena creola e di cocco ne avevo già usato abbastanza ho preferito bypassare.

PROCEDIMENTO:

scampi puliti, magari togliendo anche il budellino nero dell'intestino, che ho notato molti tendono a lasciare per pigrizia ma corre il rischio di dare un retrogusto non buono al piatto.

Avvoltoliamo bene i gamberi nella pancetta, appoggiamoli su una teglia che abbiamo foderato di carta forno e una decina di minuti a 200° ( o comunque fino a che non vediamo la pancetta diventare trasparente) e qualche minuto col grill, giusto da fargli diventare croccanti.

SALSA AL MANGO:

Fate a pezzettini il mango, mettetelo in un frullatore con qualche goccia di limone e frullatelo. Se invece vi piace dalla consistenza più granulosa o lo battete con un coltello o lo passate allo schiacciapatate, a me piace liscio frullato.

Servite nel piatto gli scampi con di fianco una mini-ciotolina piena di salsa al mango, dove ognuno prenderà il suo scampo finger-style e lo tufferà nella salsina prima di mangiarlo. Estremamente voluttuoso!!!

Enjoy!

Curry di calamaretti al cocco

Un piatto adattissimo ad accompagnarsi al riso alla creola

INGREDIENTI:

calamari 1/2 kg.
latte di cocco
cocco grattugiato
curry
cipolle
aglio
prezzemolo
noce moscata
sale, pepe q.b

PREPARAZIONE:


I calamari sono quei molluschi che in genere risultano sempre gommosi. Per cuocerli bene o vanno cotti pochissimo, o a lungo, l'intermedio li rende gommosi e sgradevoli da mangiare. Siccome non mi regolo mai con la cotture "breve", opto per quella lunga per non impazzire.Quindi:

Mettiamo i calamari o i calamaretti  in acqua fredda, mi raccomando è importante per non farli restare duri, e lessateli per una ventina di minuti.

Nel frattempo cipolla e aglio tritati sottili, se avete dello zenzero una manciatina tritato molto ma molto sottile, a soffriggere nell'olio. Se volete soffriggere il prezzemolo, mettete solo i gambi anche loro tritati sottili, le foglie le aggiungete a crudo o prima di spegnere la pentola, questo perché altrimenti darebbe un sapore amarognolo alla preparazione.

Dopo aver soffritto il tutto aggiungiamo il curry e una spolverata di noce moscata, e allunghiamo col latte di cocco. In genere si trova già pronto in lattine, ma se non lo trovate, basta che mettiate del cocco secco grattugiato (si trova dappertutto in bustine) in una ciotola, lo coprite con acqua bollente (la togliete dal fuoco quando arriva a bollore) mescolate bene e lasciate riposare per un ora e mezzo circa. Dopo lo filtrate con uno straccio, premendo bene per far uscire tutto dallo straccio, e avete il vostro bellissimo e profumato latte di cocco. La polpa si può utilizzare ancora 1 o due volte.

Quindi dopo aver messo il latte di cocco facciamo andare a fuoco molto lento finché la salsina non si riduce e diventa densa. Assembliamo il tutto.

Prendiamo i calamari, copriamoli di salsina al curry togliendo quella in eccesso, mettiamoli in una teglia e impaniamoli di cocco grattugiato: 5 minuti in forno col grill acceso, che faccia la gratinatura  e via nei piatti accompagnati dalla salsina al curry!

Enjoy!

Riso venere alla creola

Il riso venere per alcuni ha un aspetto inquietante, dato il suo colore, ma è profumato e molto buono, unico neo la cottura lunga. In genere viene usato come accompagnamento ad altri piatti. Nella mia cena creola è risultato un po ibrido, nel senso che in effetti è stato mangiato come un primo più che come un contorno, ma le abitudini italiane sono dure a morire :-)

Però è buonissimo lo stesso e di una semplicità SPAVENTOSA!!!

Come si fa?

Cuocere il quantitativo di riso in acqua salata, occhio che la cottura di questo riso è un po più lunga, scolarlo bene, mescolarlo con un velo, ma proprio un velo d'olio che serve solo a impedire che si attacchi e lasciarlo raffreddare in una ciotola o direttamente nel piatto da portata. Al momento di servirlo, se avete delle radici fresche di zenzero (ormai si trovano dappertutto) tritatele, mettetele in un tovagliolino anche di carta e spremetele sul riso in modo da bagnarlo col succo di zenzero: mescolate, pepe se piace, e servitelo come accompagnamento ai vostri piatti etnici.

Se non trovate il riso nero, usate del basmati: col basmati ci vedo meglio un bel pilaff, anche questo servito come contorno.

Enjoy!

Tris di tartare di pesce crudo

A chi piace le cruditè:

INGREDIENTI:
quelli che vedete da foto
mandorle a scaglie
semi di sesamo
olio, sale, pepe q.b.

purtroppo le dosi sono molto empiriche perché a meno che non segua una ricetta precisa, io in genere vado ad occhio.


PREPARAZIONE:

La parte più rognosa sarà fare tutto a pezzettini piccolissimi, quindi armarsi di santa pazienza e tritare a coltello:

- pesce spada
- tonno
- gamberi
(tutti rigorosamente freschissimi)
- pomodorini datterini o ciliegia
- prezzemolo
- olive taggiasche
- capperi
- sedano
- fichi freschi

La nota più deliziosa è stata data proprio dai fichi, che io avevo tagliato a tocchetti e lasciati insaporire dal pomeriggio in frigo  in una ciotolina con un velo d'olio, sale e pepe, proprio un pizzichino. Mi sono ripromessa di usarli per altre preparazioni perché è incredibile come si sposino bene con le ,carni crude, specialmente col pesce.

Dopo aver fatto il tutto, si assembla in questo modo:

- pesce spada mescolato con un po' di pomodorini, olive, capperi, sedano
- tonno come sopra
- gamberi come sopra

mi raccomando, il gusto preponderante deve essere del pesce, quindi gli altri ingredienti non devono essere troppi per coprirlo, ma quel tanto che basta per esaltarlo.
Preparate poi, io ho usato un coppapasta, in un vassoio 3 mucchietti di queste cruditè, dal quale ognuno si servirà, ( o se preferite potete già fare voi per ogni piatto delle piccole porzioni presentate bene delle cruditè, se si è in due si può fare tranquillamente) con a fianco i fichi conditi. Spolverate con prezzemolo, mandorle e/o semini di sesamo, un filo di olio EVO a crudo e servite.


Qui si vede in pieno come io NON sia una brava fotografa!!! Chiedo scusa ma dovete usare un po di fantasia, visto così sembra effettivamente brutto (io ho evidenziato per cercare di essere più chiara). Dal vivo era tutta un'altra cosa, e comunque vista la velocità della luce con la quale è finito, credo di aver centrato l'obbiettivo!!! :-)

E' stato molto buono assaporare sia il croccante dato dal sedano e dalle mandorle unito alla morbidezza del pesce... consiglio a tutti di mescolare le consistenze, hanno un effetto molto appagante.

Enjoy!

Vuoi conquistare? Cena Creola!!!

Ohibò, e cos'è questa roba??? Sappiamo tutti chi sono i creoli, il nome sta a indicare i meticci della Louisiana, con particolare riferimento a New Orleans. Io una sera che volevo fare qualcosa di diverso, girellin girando in rete alla ricerca di un'idea, mi sono imbattuta (non so ancora adesso in che modo) nella cucina della Louisiana...
Non è assolutamente difficile da fare, ma ci vuole il suo tempo... d'altra parte non c'è cuoco se non c'è manipolazione, quindi mi sono rimboccata le maniche.
Ho fatto fatica a reperire alcuni ingredienti, ma per chi abita in grandi città o comunque conosce negozi ben forniti non si fa assolutamente fatica.
La particolarità di questa cena? E' che il pomeriggio, mentre preparavo tutto, sono stata circondata da odori che mi hanno fatto andare in estasi: l'insieme di spezie, latte di cocco e via dicendo aveva riempito la mia cucina di odori che, devo ammetterlo, cucinando alla mediterranea non avevo mai sentito.
Il mio menu per quella sera è stato:

- tris di tartare
- curry di calamaretti al cocco
- riso  venere alla creola
- scampi avvolti nella pancetta con salsa al mango
- banane al rum



Per le ricette rimando alle singole voci.
Inutile dire che è stata un successone, e nemmeno molto difficile da fare.
Ho scoperto che la particolarità della cucina creola, o di New Orleans, è data dal pesce e dal maiale, principalmente... io l'ho fatta basandomi principalmente sul pesce, e se state facendo una cena per conquistare, magari prepariamo una tavola come si deve: niente piatti di plastica e stoviglie messe a caso!!!
Enjoy!
Cris


domenica 2 dicembre 2012

Imburrare le fette biscottate

Come imburrare le fette biscottate senza ridurle in mille pezzi? Facile!!!

Metodo 1: mettetene 3 o 4 una sopra l'altra, in questo modo non si romperanno

Metodo 2: se il burro è proprio freddo, quindi molto duro, passate per un attimo la lama del coltello sul gas acceso: ammorbidirà il burro in modo da poterlo spalmare senza rompere la fetta.

Cris

Il prologo del gusto

E continuiamo a parlare di gusto, oggi mi è presa così :-) Non so se ho abbastanza gusto, di sicuro ce ne saranno a milioni meglio di me, ma nel corso degli ultimi 20 anni l'ho modificato molto, ho IMPARATO molto, quindi condivido quello che ho fatto io, fermo restando che ci saranno altri mille milioni di modi diversi per farlo, ma non si sa mai possa servire da input a qualcuno.

Prima di tutto, copio una frase che ho visto su Facebook e che ho fatto subito mia:

"Lascia agli intelligenti affermare di sapere già tutto, io preferisco essere imbecille e continuare ad imparare" 


Molto carina..... in effetti, il fatto di non avere più 20 anni non ci identifica automaticamente dei padreterni, chiunque può insegnarci qualcosa, anche un ragazzo più giovane che ha semplicemente battuto strade diverse dalle mie ed ha quindi avuto la possibilità di imparare qualcosa che io non ho mai avuto occasione di vedere..

Ecco l'apertura mentale di cui parlavo prima:  il non essere arroganti o il non pensare di essere arrivati, perchè nella vita non arriviamo mai, ma viaggiamo sempre. Il momento che abbiamo finito di viaggiare  è solo un momento triste.

Quindi ho deciso di pensare sempre che ho da imparare qualcosa. In tutti questi anni infatti ho sperimentato ricette diverse, ho fatto tanti sbagli (che però mi hanno fatto imparare), il detto sbagliando si impara è VERISSIMO.... uhhhhhhhhhhh se è verissimo!!!

Ho letto molte riviste del settore, anche lì bisogna valutare perchè ce ne sono un'enormità. Non buttiamo via i soldi comprando a occhi chiusi qualsiasi rivista vediamo in edicola, in particolare ce n'è UNA che è ad alti livelli e che è sulla breccia sin dagli anni '60, se non prima. Prendiamoci quindi quelle due o tre riviste veramente valide, fare un mucchio non ne vale la pena.

Oltre alle riviste, oltre che sperimentare in casa, ho imparato MOLTISSIMISSIMO soprattutto da un newsgroup di cucina, dove le tecniche, la passione, le sfumature, mi hanno lentamente coinvolta, fino a farmi diventare una talebana :-)

Ho imparato infatti ad amare la cucina della nonna, le cotture lunghe... provate a fare un arrosto in forno a 200° per mezz'ora, e lo stesso arrosto a 100° per 4 ore, poi mi sapete dire..... la carne acquista altra morbidezza e altro sapore, non c'è paragone. "eh ma non ho tempo" ............ tempo? non c'è tempo? le nostre bisnonne o trisnonne cucinavano così, e non avevano la lavatrice, la macchina, il frullatore, il gas che arrivava a casa, l'ipermercato a due passi..... sicuri che il tempo non l'abbiamo? abbiamo mai fatto i conti del tempo che sprechiamo? e comunque per fare un arrosto, che ci voglia mezz'ora o 4 ore, va da solo!!!! dobbiamo solo metterlo in forno, invece che metterlo mezz'ora prima lo mettiamo 4 ore prima!!! tanta fatica? direi di no, è solo questione di ABITUDINE MENTALE!!!

Che ovviamente deve essere sostenuta da un'unica basilare cosa: LA PASSIONE!!! Ma se sei arrivato a leggere fin qui tutti i miei vaneggiamenti, vuol dire che la passione ce l'hai di sicuro :-)

Con quella, cambiarsi,m affinarsi, migliorarsi, non sarà una fatica!!!

Cris


Cos'è il gusto?


Secondo il dizionario italiano, il gusto è:

1 sm
senso che permette di percepire e distinguere i sapori
2 sm
proprietà delle diverse sostanze di dare sensazioni gustative
3 sm
godimento procurato da cibi e bevande, o di qualsiasi altra natura
4 sm
preferenza, inclinazione
5 sm
facoltà di giudicare istintivamente i valori estetici nelle opere d'arte e simili
6 sm
maniera, stile


Tutto questo può riferirsi alla cucina? E il gusto si può "educare"? Si possono cambiare i nostri parametri personali?
Sì, sì e ancora sì.

Fermo restando che quello che è il gusto personale è sacrosanto (io per esempio non amo molto  le cose acide), il resto si può affinare. Come?

Bhe, basta sforzarsi un po! :-) Se siamo abituati a ingurgitare quello che ci capita, se ci accontentiamo e ci piace un fast food veloce o una serie infinita di piatti pronti, pre-incartati,  pre-cotti, pre-digeriti ecc.ecc., se per  noi il momento di cucinare a casa è un peso invece che un piacere, non illudiamoci di poter sviluppare un gusto eccelso.

Intanto anche i nostri gusti personali nel corso degli anni cambiano: io mi ricordo che ODIAVO letteralmente la mostarda di frutta, adesso è uno dei piatti preferiti!!! non so come sia successo, ma è successo :-)!

Credo che il fulcro sia tutto nell'apertura mentale: dobbiamo avere innanzitutto VOGLIA di sperimentare, non fermiamoci subito a dire "pollo con l'ananas? oddio che schifo!!!", ma prendiamoci il tempo di assaggiarlo: potremmo scoprire per esempio che la dolcezza della carne di pollo si sposa benissimo con l'acidino dell'ananas, che lo zucchero dell'ananas sciogliendosi in cottura dona alla carne un aspetto traslucido, oppure che la morbidezza della carne col croccante dell'ananas dona al palato un'emozione in più.

Troppo poetico? E perché no? mettiamoci sentimento in quello che facciamo, non è mica un peccato mortale!!!!

Cris