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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

domenica 7 aprile 2013

Appetizer di salmone e pistacchi americani





Questa ricetta partecipa al contest di Chiara Maci



     Narrano delle leggende che la regina di Saba decretò con una dichiarazione ufficiale che i pistacchi fossero consumati esclusivamente dai membri della famiglia reale. Furono definiti "l'oro verde", e ne fu proibito l'uso e il consumo a tutto il popolo, in quanto i pistacchi erano visti come qualcosa di elitario.   
     Nabucodonosor, re di Babilonia, aveva un' enorme passione per i pistacchi. Si dice infatti che ne piantò addirittura nei suoi giardini pensili, soprattutto per tacitare le critiche di sua moglie che continuava a dire che i suoi giardini di erano troppo monotoni.
     E Jalaluddin Muhammad Akbar Timurid, meglio conosciuto come Akbar il grande, Gran Mogol e imperatore dell'impero Mogul in Persia, soleva dare banchetti sontuosi e pantagruelici spesse volte composti da polli, alimento che preferiva; ordinò quindi ai suoi servi di nutrire i polli con pistacchi da 6 a 8 settimane di anticipo del banchetto per dare alla carne un sapore più delizioso.

    
     E in effetti i siciliani sanno benissimo quanto siano nobili e deliziosi questi frutti del sole, tanto che ho deciso di sposarli a un pesce altrettanto nobile e delizioso, il salmone. 

INGREDIENTI:

  • 1 filetto di salmone crudo
  • 1 confezione di pistacchi americani non salati
  • 2 avocadi maturi
  • panna acida
  • una vinaigrette di olio, limone, sale, pepe

PREPARAZIONE:

     La prima cosa da fare è: armarsi di santa pazienza! Perché i pistacchi americani vanno, oltre che sgusciati, anche spellati. Io ne ho sgusciata una confezione intera da 250 g. Dopo averli sgusciati per poterli spellare più facilmente li ho immersi in un pentolino con dell'acqua in ebollizione, li ho fatti bollire un minuto al massimo (se no si cuociono troppo) ed ho spento il fuoco. Li ho lasciati dentro l'acqua ancora un paio di minuti poi li ho scolati. Siccome non avevo voglia di ustionarmi le dita, ho aspettato che diventassero tiepidi e li ho puliti. 

     Ho messo un film in televisione, e guardando il film devo dire che non me ne sono nemmeno accorta. Questi sono i pistacchi americani prima della cura:



     ...e questi dopo la cura:



     E li ho lasciati da parte per il momento. Io avevo già preparato la panna acida, potete vedere QUI il procedimento, ma solo panna acida, non ho aggiunto l'erba cipollina alla fine, perché secondo me non c'entrava molto coi pistacchi americani.

     Con 50 g. dei pistacchi americani ho fatto il gelato nella mia gelatiera, il resto li ho messi nel frullatore e li ho tritati finemente. La mia intenzione era di ridurli a crema, ma non sempre è facile con i frullatori perché queste cose hanno la brutta abitudine di creare il vuoto nel mezzo e di attaccarsi alle pareti del frullatore. Chi avesse invece l'omogeneizzatore può provarci, secondo me ridotti in una specie di purea sono ancora più buoni!!!

     A questo punto, i pistacchi americani sono pronti, la panna acida anche, la granella di pistacchi americani idem, non resta che assemblare il piatto.

     Ho preso il salmone che avevo comprato già congelato e avevo fatto scongelare. Nel caso prendeste il salmone fresco da utilizzare crudo, onde evitare il pericolo dell'Anisakis, consiglio caldamente di congelarlo per almeno 4 o 5 giorni e poi scongelarlo, dopo potrete utilizzarlo come volete. Visto che questo parassita non è da prendere sottogamba perché può portare alla morte, meglio non rischiare. Oltretutto l'unico modo per debellarlo è o con la cottura oltre i 60° o con la congelazione prolungata, quindi meglio adottare delle precauzioni quando ci accingiamo a consumare crudi alcuni tipi di pesce.



      L'ho affettato sottilmente con un coltello affilato, esattamente come facciamo col salmone affumicato.



     E ho spennellato tutte le fettine con una vinaigrette composta da olio, limone, sale e pepe.




     Ho fatto dei rotolini, (con molta difficoltà perché l'olio rendeva il tutto molto scivoloso ovviamente) con dentro un pizzichino di granella di pistacchio americano, li ho chiusi con uno stuzzicadenti, e vicino ho messo due ciotoline: in una solo la panna acida, nell'altra la purea di pistacchi americani mescolata a un poco di panna acida per renderla più fluida. Una spolverata di pepe sul salmone ha completato l'opera.




     Siccome mi erano avanzati tanti ritagli di salmone, perché non fare una tartare che completasse l'opera? Quindi, tartare RIGOROSAMENTE TAGLIATA A COLTELLO, e mescolata con la stessa vinaigrette. L'ho messa in un piatto a riposare e a lasciare che i sapori si fondessero per benino. Ho aperto i due avocado a metà per il lungo, ho tolto il nocciolo, li ho tagliati ancora a metà sempre per il lungo in modo da avere dei quarti di avocado, li ho scavati solo un poco per fare ulteriore spazio, ho mescolato gli scarti di avocado con la tartare di salmone e li ho riempiti, e ho finito di comporre il piatto, aggiungendo un pistacchio americano intero sopra ogni appetizer. Gli avocado potevano essere usati come dei cucchiai, prendendoli con le mani e portando il tutto alla bocca.



     Ed ecco fatto!!! Ho poi servito ai miei ospiti la composizione completa.




     Wow!!! Il salmone e l'avocado, che sono per loro natura di sapore burroso, venivano rinfrescati perfettamente dalla panna acida; il sapore e l'aroma dei pistacchi americani si sono sposati in maniera superlativa a tutto. All'inizio avevo qualche riserva sulla ricetta, mi dava l'impressione che qualcosa potesse stonare un po', invece assolutamente strepitosa!!! E i pistacchi col guscio da sgranocchiare in purezza tuffandoli nelle salsine contrastano perfettamente la morbidezza del salmone!!! Inutile dire che i miei ospiti stanno attendendo con ansia di fare le cavie per tutti i miei futuri esperimenti culinari!!! ovviamente, potete sbizzarrirvi con spritz, negroni, cocktail martini dry, ma credo che l'unico aperitivo che vada bene con questi appetizer sia una coppa di champagne o prosecco: le bollicine non sbagliano mai!!!


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