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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

domenica 7 aprile 2013

Risotto pere radicchio taleggio e noci



"Non disprezzare il riso freddo quando hai la pancia piena, perché se avrai fame mangerai anche il riso guasto" (antico proverbio cinese)


     Narra una gentile e delicata leggenda indiana che migliaia e migliaia di anni fa viveva in un piccolo paese una ragazza di nome Retna Doumila (gioia raggiante), così  bella nel corpo e nell'anima che fece innamorare perdutamente il Dio Shiva. Nonostante la grande differenza fra i due, lui un Dio e lei una semplice mortale, la chiese in sposa per potersela ammirare per l'eternità.

     Retna non era favorevole alla proposta perché sapeva che ci sarebbero state mille e mille difficoltà  per la riuscita di una unione del genere, ma accettò solo dopo aver posto al Dio una condizione: in cambio del suo corpo e della sua anima il Dio avrebbe dovuto donare all'umanità  un nuovo alimento in grado di sfamare tutti per sempre e che non sarebbe mai venuto a noia.

     Shiva accettò la condizione e mandò il suo servo di fiducia a cercare l'alimento sulla terra, ma per fatalità anche il suo servo fu colpito dalle frecce di Cupido, infatti perse completamente la testa per la moglie di Visnù e dimenticò l'incarico che doveva compiere.

     Stanco di aspettare e con l'orgoglio che scalpitava, a questo punto il Dio prese comunque la ragazza con la forza. Ma Retna non resse all'umiliazione e alla vergogna dell'oltraggio che aveva subito e quindi si gettò nelle acque di un fiume.

     Dopo 40 giorni, nel luogo dove Retna si era gettata, spuntò una bellissima piantina dai delicati chicchi dorati. Il Dio Shiva, che nel frattempo si rammaricava di quello che aveva fatto, riconobbe in questa piantina la reincarnazione della sua amata ormai perduta per sempre, e esclamò: "vedo in questa fragile piantina tutta l'allegria e la gioia della mia amata", e proprio in suo ricordo chiamò la piantina "riso". E come voleva Retna, il riso rimane da secoli un alimento versatile e che non viene mai a noia.

     
INGREDIENTI:

per 4 persone:
  • riso (4 tazzine da caffè + una)
  • mezza cipolla
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • un cespo di radicchio
  • 4 fette di pancetta
  • 2 etti di taleggio
  • qualche gheriglio di noce schiacciata grossolanamente
  • 1 pera kaiser
  • 1 L. di brodo vegetale tenuto in caldo
  • burro, sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE:

     Facciamo il risotto in maniera molto classica, quindi mettiamo in pentola oltre che al burro e alla cipolla la pancetta e 3/4 di radicchio tagliato a striscioline, non tutto perché il resto lo mettiamo alla fine.



     Quando il tutto è ben rosolato ma NON bruciato, quindi stiamo attenti e eventualmente abbassiamo se la fiamma fosse troppo forte, mettiamo il riso e facciamolo tostare.


     Lo facciamo tostare bene e lo sfumiamo con mezzo bicchiere di vino bianco. Vicino alla pentola del riso avremo in caldo il nostro brodo vegetale, che aggiungeremo mano a mano con un mestolo.


        Se fosse possibile, non usate il dado per fare il brodo vegetale: con una cipolla una carota e del sedano ci vogliono solo pochi minuti di pentola a pressione, e il gusto ne guadagna molto di più.

     A metà cottura del riso, più verso la fine, prendiamo la pera e tagliamola a tocchetti, e mettiamola nella pentola.



     Mescoliamo e continuiamo la cottura. Adesso siamo in dirittura d'arrivo, mentre terminiamo di cuocere, stando sempre attenti ad aggiungere il brodo se ce ne fosse bisogno e girando ogni tanto per evitare che si attacchi., prepariamo gli ultimi due ingredienti, cioè il taleggio e il radicchio che avevamo tenuto da parte.

     Ovviamente il taleggio lo tagliamo a pezzettoni, e quando il riso è pronto spegniamo la fiamma e mantechiamo col taleggio e col radicchio.



     Il calore del riso farà sciogliere il taleggio, mescoliamo il tutto, serviamolo e mettiamo su ogni piatto singolarmente una manciata di noci tritate grossolanamente e buon appetito!


4 commenti:

  1. Mi manca il taleggio, ma...il supermercato è ancora aperto e provo oggi stesso questa ottima e invitante ricetta

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    1. Ciao Franca, provala poi mi sai dire.... è veramente buonissima :-)

      ciao ciao

      Cris

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  2. Un piatto ricco di gusto, ti ringrazio.
    Gianni B.

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    1. Grazie a te per essermi venuto a trovare :-)

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