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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

lunedì 29 aprile 2013

Spanakopita


Ουκ αντιλέγοντα δέι τόν αντιλέγοντα πάυειν, αλλά διδάσκειν; ουδέ γάρ τόν μαινόμενον αντιμαινόμενός τις ιάται
Non si deve far smettere chi contraddice contraddicendolo, ma convincendolo: neppure il pazzo infatti è curato da chi diventa a sua volta pazzo
(Antistene, frammento 65D)

      L'affascinante Grecia: amo da quando ero bambina i racconti fantastici sulle divinità, Zeus ed Era, Afrodite e Adone, Apollo e Dafne...

     La mitologia classica  è da sempre affascinante e coinvolgente, e oggi mi sono tuffata per un attimo nel meraviglioso mare greco, prendendo spunto (molto indegnamente) da un piatto tipico veramente gustoso, le spanakopita. In genere sono riempite con spinaci e feta e fatte o a triangolo o tipo lasagne, foderando una teglia e poi tagliandoli a quadrotti, io avevo della pasta fillo che avevo già scongelato e ho optato per i triangoli.

     Un giorno proverò a fare la fillo a casa, anche se non è assolutamente facile, rischiamo di trovarci con un impasto comune. La caratteristica di questa pasta è l'elasticità ma soprattutto l'incredibile sottigliezza di questo impasto, per cui ho preferito prendere il prodotto finito.

     Vidi un documentario una volta girato in un laboratorio artigianale greco di pasta fillo: questi uomini prendevano una pallina di pasta e piano piano e a mano la facevano diventare delle dimensioni di un letto matrimoniale, tutto senza fare il minimo buco!!!!  Credo che aspetterò di avere un poco più di manualità!

     Con cosa ho riempito questi fagottini? Avevo da sfruttare un vasetto di ragù di salsiccia, frutto della mia collaborazione con Cascina San Cassiano, una ditta che vende dei prodotti veramente strepitosi. Siccome non volevo semplicemente condirci il solito piatto di pasta, ho optato per questi stuzzichini, ottenendo ottimi risultati!!!
Ragù di salsiccia Cascina San Cassiano



INGREDIENTI:
per 2 persone:


  • 1 conf. di pasta fillo
  • 1 conf. di ragù di salsiccia 
PREPARAZIONE:

     Solo questi ingredienti? Sì solo questi, mi stupisco anche io, in genere mi piace fare cose complicate o piene di ingredienti, ma stavolta il gusto risiede proprio nella sua semplicità.

     Prendiamo la confezione di pasta fillo, che avevo già fatto scongelare, e apriamola come fosse un lenzuolo. Siccome sono 6 fogli di pasta, l'ho divisa in 2 parti, ognuna con 3 fogli, e queste parti le ho divise in tre facendo tue tagli per tutta la lunghezza.



     Si vedono i tagli? Uhm, credo di no... bhe comunque bisogna ottenere in tutto sei strisce lunghe e strette da tutte e due i fogli di fillo. Avrei dovuto spennellare con un velo d'olio ogni strato di pasta, sarebbe venuto più croccante, chi può farlo lo consiglio caldamente. Io non l'ho fatto perché dopo avere scongelato la confezione la pasta è rimasta troppo delicata, rischiavo di frantumarla, per cui ho bypassato a malincuore questo passaggio. 

     Poi ho preso il ragù di salsiccia, l'ho messo in una ciotola, e ho aggiunto qualche cucchiaiata di parmigiano grattugiato; non perché ne avesse bisogno a livello di sapore, ma perché avevo bisogno di renderlo un poco più compatto. Ho messo un cucchiaio di impasto alla fine della striscia, poi l'ho piegata come la bandiera americana. Vi metto tutta la sequenza:



     Si capisce la sequenza? Basta iniziare con una bella diagonale, poi continuare a piegare appoggiandoci al bordo creato precedentemente.



     Ed ecco i miei spanakopiti pronti per essere infornati. Forno a 180°, togliere quando avranno preso colore.



     Gustateli caldi, con un buon bicchiere di vino!!! Un grazie a Cascina San Cassiano che con i suoi meravigliosi prodotti mi dà sempre delle idee sfiziose.

2 commenti:

  1. si chiama Spanakopita!!!!! perche usi il ragu?

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    1. Si infatti spanakopita come dici tu...perché le adoro da sempre come adoro moltissimi piatti greci, ed avevo voglia di farle un poco diverse...ho premesso che le originali si fanno in maniera diversa infatti, diciamo che la forma è delle spanakopita con un ripieno alternativo...alle volte capita di avere voglia di qualcosa ma di non avere tutto il necessario in casa :-) Ciao anonimo e grazie di essere passato di qua:-)

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