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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

domenica 2 giugno 2013

Cocco caramel con pallottole di vino Moscato


"E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali" (Euripide 480 a.C.- 406 ca. a.C.)

     Quanto mi piace scervellarmi per trovare sempre qualcosa che vada fuori dai soliti binari. Avevo in casa un moscato d'Asti della ditta Banfi (che molto gentilmente mi ha omaggiata di un assaggio dei suoi vini) che sembrava mi guardasse e mi dicesse "bevimi, bevimi". Ma non volevo fare il solito accompagnamento col solito dolce, stiamo parlando di vini di un certo spessore, quindi volevo qualcosa di particolare, e pensa che ci ripensa l'ho trovato!!

     Ho abbinato comunque il vino al dolce, ed era delizioso ma l'ho anche fatto diventare protagonista, e che protagonista!!! Fra l'altro il colore complessivo del dessert fra il vino e creme caramel tendeva al dorato, veramente un bell'effetto!!!



     Mi è piaciuto molto il colore, limpido e di un bel giallo, ed io che amo i gusti secchi e non dolci ho dovuto ricredermi perché il vino scende nella gola come un velluto, non è eccessivamente dolce come può succedere con certi moscati, e si è abbinato perfettamente col mio dessert.

INGREDIENTI:
per 8 stampini piccoli

  • 500 g. di latte di cocco
  • 3 uova intere + 1 tuorlo
  • 110 g. di zucchero
  • cannella macinata
  • salsa caramello
per le pallottole di moscato:
  • una formina per cubetti di ghiaccio
  • mezzo bicchiere di moscato Banfi
  • 1 foglio e mezzo di gelatina

PREPARAZIONE:

     Per prima cosa dobbiamo preparare le pallottole di moscato, perché devono rassodarsi qualche ora in frigorifero. Se questo dessert lo serviamo la sera, possiamo farlo il primo pomeriggio. E' semplicissimo, perché dobbiamo mettere in una comune formina per fare i cubetti di ghiaccio il moscato mescolato alla gelatina. Per sapere quanto moscato usare (perché non volevo sprecarne nemmeno una goccia) ho riempito d'acqua la mia formina e poi ne ho pesato il contenuto, così ho avuto la dose precisa del vino che mi serviva.

     Prendo la gelatina e la faccio ammollare per una decina di minuti in acqua fredda. Siccome deve sciogliersi in un liquido caldo, e io non volevo snaturare troppo il vino, ho appena riscaldato la dose di vino che mi serviva, e poi l'ho mescolata molto bene con la gelatina ammollata e che avevo strizzato benissimo. Ha funzionato perché si è sciolta perfettamente, e io non ho dovuto scaldare troppo questo buonissimo moscato. A quel punto, sciolta la gelatina, ho messo il tutto nella mia formina.



     Per puro caso ho questa formina che è leggermente a cupola, per quello le ho chiamate "pallottole di moscato", perché una volta messe nel piatto sembravano proprio delle piccole pallottoline.

     A questo punto l'ho messa in frigo e ho preparato il mio cocco caramel, che non è altro che la semplicissima ricetta del creme caramel ma fatta col latte di cocco. Per prima cosa ho sbattuto le uova, ma non con lo sbattitore ma a mano e molto lentamente: se le uova incorporano aria, il creme caramel risulterà pieno di antipatici buchetti, mentre noi vogliamo una crema liscia e vellutata. Ho sbattuto le uova leggermente, e ci ho aggiunto il latte di cocco che avevo scaldato, sempre mescolando. In genere le lattine di latte di cocco non arrivano a 500 g., quella che avevo io era di 450 g., senza diventare matti con calcoli strani per avere le proporzioni basta rabboccare con un poco di latte fino ad arrivare ai 500 g. e siamo a posto. Io nel latte caldo non metto la vaniglia perché non mi piace, in genere uso la cannella (di cui sono golosa) ma a chi piace la vaniglia la metta tranquillamente.



     Non ho usato la frusta, perché incorpora troppa aria, ma una forchetta. Quindi mettiamo a cuocere il composto. Ovviamente avrete già pronta la salsa caramello, la ricetta la trovate a questo link. Versiamola nel fondo di uno stampino, e sopra ci mettiamo il composto di latte di cocco e uova.


     Questi stampini andranno messi in una teglia dove sarà versata dell'acqua bollente fino a metà altezza, poi via in forno. 160/180° per circa un'ora, o comunque fino a che non saranno rappresi.


Ed eccoli sfornati.


     Appena saranno intiepiditi, li mettiamo in frigorifero e dopo qualche ora saranno pronti ad essere mangiati accompagnati dallo strepitoso moscato Sciandor della ditta Banfi. Componiamo il piatto sformando il budino al cocco, se necessario lo ricopriamo con un'altra generosa dose di caramello, togliamo delicatamente le gelatine di moscato e mettiamole nel piatto. La cosa divertente, come tutte le gelatine, è che saranno tremolanti al minimo movimento, quindi movimenteranno VERAMENTE il piatto. Non si può resistere, invece che col cucchiaino il gusto più grande l'abbiamo avuto prendendo queste pallottoline con le dita e mettendocele in bocca. Il moscato mantiene appieno tutto il suo sapore, ed è strano metterlo in bocca, perché uno si aspetta che un vino sia liquido, non solido!!! Si sposa perfettamente con un dolce al cucchiaio perché tutti e due hanno una consistenza morbida, e il caramello chiude in bellezza.

     Un piccolo suggerimento per chi vuole il budino un poco più solido: siccome c'è il latte di cocco, e non il latte normale, manca di caseina, quindi sarà un dolce molto ma molto morbido. Per chi lo vuole un poco più sostenuto basta aggiungere 1 foglio o 2 di gelatina al composto subito prima di metterlo negli stampini. Ovviamente mescolandolo benissimo.



7 commenti:

  1. Ottimo piatto di qualità, complimenti.

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  2. bella la presentazione, ottima l'idea. Servirlo agli ospiti vuol dire fare un figurone con poca fatica: Brava,brava,brava

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  3. wow grazie a tutti e due sono veramente lusingata.... apprezzamenti del genere ricompensano il lavoro fatto, thanksssss!!!

    abbracci
    Cris

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  4. bella ricetta!!!
    Io sono una tua nuova follower...se ti va seguimi sul mio blog, ecco il link: http://polveredizenzerocandito.blogspot.it/

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    1. Ma volentieri, già ricambiato!!! Molto piacere di conoscerti food blogger! un abbraccio da Cris

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  5. Cristina, un grazie speciale da Banfi per la bellissima e golosissima ricetta che proponi in abbinamento al nostro Sciandor,Moscato d'Asti. Non vediamo l'ora di provarla!!

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    1. Sono io che devo ringraziarvi.... mi avete mandato veramente un prodotto di alta qualità e non è stato un sacrificio provarlo, grazie mille per i bei complimenti.

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