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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

martedì 4 giugno 2013

Filetto di maiale con cuore morbido al vino rosso



"Cenai con un piccolo pezzo di focaccia, ma bevvi avidamente un'anfora di vino; ora l'amata cetra tocco con dolcezza e canto amore alla mia tenera fanciulla" (Anacreonte, circa tra il 570 e il 485 a.c.)



     Ma come sono sempre belli i versi classici. Anche se scritti migliaia d'anni fa, hanno comunque un grandissimo fascino. Peccato che l'essere umano si sia imbarbarito così tanto, perché versi del genere testimoniano che l'essere umano, in fondo, non è poi così cattivo.

     Il vino è da sempre conosciuto e amato: già seimila anni fa i sumeri raffiguravano nei loro bassorilievi scene di banchetti accompagnati dal vino. Non parliamo poi del mondo greco, dove il vino fu addirittura oggetto di culto tramite il Dio Dioniso (Bacco per i Romani).

     Possiamo amarlo o odiarlo, ma sia che accompagni i piatti o cucinato inseme ad essi, un buon vino dà sempre quel valore aggiunto in più, se poi è ottimo meglio ancora.

INGREDIENTI:
per due persone

  • 1 filetto di maiale di circa 500 g.
  • salsiccia
  • vino rosso, io ho usato il Guidalberto della tenuta S. Guido
  • 1 spicchio d'aglio
  • aromi vari (salvia, rosmarino, timo, alloro)
  • olio EVO


PREPARAZIONE:


     Prendiamo il nostro bel filetto di maiale, io ne avevo trovato uno non troppo grande.



     In genere non ha molto grasso, quel poco che ha l'ho lasciato, anche perché un pochino di grasso ci vuole in cottura per rendere la carne più morbida e saporita. 

     A questo filetto ho fatto un taglio per il lungo nel centro, ho creato una specie di "tasca" o "buco" per poter infilare per tutta la lunghezza del filetto un pezzo di salsiccia. Con un coltello affilato ho fatto un taglio a croce e l'ho allargato. Quando ho ottenuto un'apertura abbastanza larga, vi ho inserito un trito d'aglio e la salsiccia privata della pelle.



     Uhm... mi sa che nella foto non si veda bene, comunque giusto per rendere l'idea, d'altra parte la salsiccia aveva lo stesso colore della carne quindi non è facile distinguerle. Qui si vede che fuoriesce un poco di ripieno di aglio e salsiccia, che prosegue per tutta la lunghezza del filetto nel foro che avevo creato. Questo accorgimento fa si che la salsiccia condisca dall'interno la carne, lasciandola più morbida e con meno rischi di ritrovarsela troppo stopposa, o come dice Obelix in uno dei miei cartoni animati preferiti, troppo "stoppacciosa".

     A questo punto, il lavoro è terminato, perché non dovremmo fare altro che spezzettare grossolanamente le erbe aromatiche, spargerle sulla carne, irrorare il tutto con un buon olio EVO e metterlo in forno... 160-180° per circa 45 minuti, poi dipende molto dai forni, comunque se il filetto non è molto grosso ve la cavate entro un'ora.

     A metà cottura ho bagnato la carne con un bicchiere di vino rosso, ma non un vino rosso qualsiasi, ma QUESTO!





     Un vino rosso veramente speciale, dal gusto corposo, molto maschile, testosteronico, adatto per palati che amano le cose buone e i sapori decisi. Coi suoi 14,5 ° è sicuramente un vino di una certa importanza, che non manca di farsi notare durante un pranzo. Io sono di Firenze, e da sempre amo i vini molto corposi come fanno nelle mie zone, e questo è uno di quei vini, inevitabile l'amore a ... primo assaggio!

     Ha ovviamente lasciato la sua impronta di gusto sul mio filetto. A cottura ultimata, ho tolto il filetto per affettarlo e ho approfittato per far restringere il fondo di cottura della carne con un altro mezzo bicchiere di vino. Ho fatto andare qualche minuto, poi ho servito il filetto con la salsa al vino. Niente orpelli, niente disegnini, niente verdure o altro per fare la foto. Solo loro, la carne e il vino, unici protagonisti degni di nota.


2 commenti:

  1. in genere la carne prima di cuocerla in forno va "sigillata" infarinandola leggermente e facendola rosolare velocemente e a fuoco vivo in una padella con un po' d'olio. Così facendo si chiudono i pori della carne formando una crosticina e il buono rimane dentro. Poi va in forno ad ultimare la cottura, se necessario.

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    1. giusto anche così... io non sempre lo faccio perché in alcuni momenti la carne mi piace molto morbida piuttosto che con la crosticina dura intorno, dipende poi dal tipo di carne.
      grazie del consiglio ciao ciao

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