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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

sabato 29 giugno 2013

Orata in crosta di sale




"Ci dev'essere qualcosa di stranamente sacro nel sale. Lo ritroviamo nelle nostre lacrime e nel mare" (Kahlil Gibran, sabbia e spuma, 1926)


     Ci sarà qualcosa di sacro nel sale? Bhe nel vangelo Gesù definì gli apostoli "il sale della terra". Anticamente il sale era un'importantissima merce di scambio, e fu addirittura usato come moneta. Omero lo definì "sostanza divina", Platone invece lo considerava "particolarmente caro agli Dei". Gli egizi lo usavano per il processo di mummificazione grazie alle sue qualità igroscopiche. E via dicendo, di aneddoti, di leggende, di storia sul sale ce ne sono a bizzeffe, io col sale ho fatto un semplicissimo e veloce secondo: l'orata in crosta di sale.

INGREDIENTI:
per 4 persone
  • 2 orate
  • 2 kg, di sale grosso
  • salvia, rosmarino, allor e aneto
  • 1 limone tagliato a fette sottili
  • vino bianco Principessa Gavia Banfi
  • forno a 180 ° per 40 minuti circa
PREPARAZIONE:

     Gli ingredienti sono minimali, il procedimento è veloce perché non c'è nemmeno necessità di squamare il pesce. Quando si cuoce al sale è infatti consigliabile non squamarlo per evitare di renderlo troppo molliccio. Io avevo trovato due orate veramente favolose, e appena le ho viste ho deciso per la cottura al sale perché è un tipo di cottura che snatura meno la carne. La prima cosa da fare è portare a temperatura il forno, a circa 180°



     
     In una teglia ho fatto un letto di sale grosso e ci ho aggiunto gli odori in ordine sparso.



     Sopra ho adagiato i due pesci e per finire delle fettine di limone



     Poi ho ricoperto col sale, mi raccomando tutto ben coperto.



     Io non ho mescolato il sale a niente, né ad acqua né ad albumi. Ho preferito non aggiungere niente di più e cuocerlo in purezza, anche perché non trovo attinente l'abbinamento uovo/pesce, e poi l'umidità stessa delle orate avrebbe inumidito e compattato il sale.

     Mettiamo in forno, e facciamo andare almeno 40 minuti, perché il calore ci mette un po' di tempo a bypassare la crosta di sale. Se le orate sono grosse, anche 45-50 minuti.

     Nel frattempo avevo già messo in fresco una bottiglia di vino bianco. Ho assaggiato la Principessa Gavia della ditta Banfi per la prima volta, ed è stata veramente un'esperienza piacevole. Mentre aspettavo che l'orata finisse di cuocere, l'ho stappato e me ne sono versata un poco, la scienza esige i suoi martiri e con sprezzo del pericolo mi sono offerta come cavia. E devo dire che fare la cavia per questi prodotti è veramente un'esperienza mistica!

     Il profumo è ottimo, sembra quasi speziato, bevuto freddo è assolutamente gradevole, è stato come assaggiare velluto liquido. Dopo l'assaggio ho infatti pensato che il modo migliore per gustarlo era proprio con un piatto minimale, dalla cottura semplice, e non eccessivamente lavorato o con fronzoli strani o troppi sapori. In questo modo nessun gusto ha sopravanzato l'altro anzi si sono sposati alla perfezione rimanendo ognuno staccato dall'altro ma completandosi perfettamente.




     Curioso anche il colore, un incrocio fra il giallo e il verde, è stato proprio questo particolare che mi aveva più colpito. E fu così che a causa di una cuoca malandrina, un vino e un'orata si innamorarono.... al primo assaggio!!!



2 commenti:

  1. Ricetta semplice e gustosissima per un vino altrettanto semplice e piacevole...grazie Cristina per questo abbinamento perfetto!
    Lorella Carresi
    PR & Communication Manager - Banfi

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    1. Grazie Lorella per i bei complimenti, non è difficile quando le materie prime sono ottime

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