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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

mercoledì 27 febbraio 2013

www.esperienzesensoriali.it

 


"Chi sa celar in parte i desir suoi, compra la merce a miglior prezzo assai" (proverbio italiano)

lunedì 11 febbraio 2013

Quando scendono le fate...


     ...coprono il mondo di polvere bianca. Stamattina mi sono svegliata in un mondo che non era quello che avevo lasciato ieri sera, ma un paesaggio irreale e ovattato, dove paradossalmente l'idea di freddo ne è lontana.

     Vero che la neve in città diventa presto sporca, ammassata agli angoli delle strade, ignorata e snobbata, trattata più con fastidio che altro, e posso capirlo: i servizi, specie quelli di emergenza, vengono resi difficili, un pò tutto viene reso più difficile... ma è la neve che non riesce a convivere con le città o sono le città che non riescono a convivere con la neve?


     Si è vero che ci siano problemi, ma non dobbiamo dimenticarci di come tolga il fiato la sua bellezza, la sua capacità di nascondere il brutto, di rendere irreale e traslucida la luce stessa, e di ovattare i rumori.

     Nonostante la mia bronchite, non sono riuscita a starmene intenta a rimirare il paesaggio che vedevo davanti e a farmi colpire dalla grande bellezza e nobiltà che ne emana. Come non fotografare tutto questo?


     In mezzo a questo oceano di bianco ho provveduto a sbriciolare più pane del solito per i miei amici uccellini, che si sono precipitati a frotte. D'altra parte  come dicono spesso i vecchi, "sotto la pioggia fame e sotto la neve pane". Aspettiamo la rinascita della primavera godendoci questo senso di pace e tranquillità che ci regala sua maestà fatata la neve.


martedì 5 febbraio 2013

Tramezzini al riccio di mare


   



     Qualcosa di iper-mega-sfizioso che raramente al nord riusciamo a mangiare??? Con grande invidia verso i fortunelli che abitano al sud dove i litorali  riforniscono i banchi delle pescherie di ogni ben di Dio, specialmente crostacei e molluschi (che sono la mia passione), in rare occasioni riusciamo a trovare anche qui i veri ricci di mare, a patto di andare a fare la spesa prestissimo perchè la quantità vendibile è molto poca. Devo dire che fanno anche bene a limitarne la pesca perchè rischiamo di far scomparire già troppe specie animali, un po' di regolamentazione ci vuole.

     Se escludiamo il tempo per aprire i ricci, l'esecuzione è molto breve e gli ingredienti minimi:

Ricci di mare
pane da tramezzini
burro morbido
pepe bianco

     Per aprire i ricci non è difficile, basta farci la mano: si apre con le forbici la calotta superiore, (occhio a non pungervi!), si prende il riccio e lo si sciacqua in un pò di acqua fredda che vi siete messi avvedutamente vicino in una ciotolina, e con un cucchiaino prendete la polpa interna e mettetela in un piatto.

     La resa è bassa, questi sono il risultato di una retina da circa un chilo e mezzo di ricci (se escludiamo quello che CASUALMENTE è capitato nella mia bocca, ma è un duro lavoro e qualcuno deve farlo!!!), mettiamo un velo di burro sul pane, non esagerate perchè sarebbe un delitto coprire il gusto dei ricci, una spolverata di pepe bianco e via con le danze!!!! io non metto sale perchè hanno una loro naturale sapidità.

P.S. per degli spaghettini ai ricci, pulite i ricci come spiegato sopra e metteteli da parte. Fate cuocere gli spaghettini al dente, in una larga padella mettiamo l'olio ed una noce di burro in cui faremo soffriggere uno spicchio d'aglio ed il peperoncino, poi aggiungiamo le linguine a metà cottura e saltiamole a fuoco vivo
aggiungendo finchè necessario l'acqua delle bollitura. Quando la pasta sarà al dente, mettiamola in una zuppiera e  versiamo le uova dei ricci assieme alla scorza di limone e mescoliamo bene. Servite subitissimo!!!

Enjoy



domenica 3 febbraio 2013

Tortellini di carne in brodo di cappone


Ma che buono è vedere un bel piatto di tortellini fatti in casa che occhieggiano da un saporitissimo brodo di cappone? Il procedimento è abbastanza laborioso, ma vale la pena. In genere consiglio, quando si fanno questi piatti un pò complicati, di farne una dose maggiore: visto che si fa tanto lavoro, tanto vale farne un pò di più e quello che avanza lo si può congelare per quei giorni che si ha voglia di qualcosa di sfizioso ma non si ha voglia di stare a spignattare :-)

INGREDIENTI:

Per il ripieno:

200 g lonza di maiale
200 g polpa di vitello
200 g polpa di manzo
200 g salsiccia
100 g prosciutto crudo
100 g mortadella
1 manciata di funghi secchi
1 o 2 uova
parmigiano grattugiato
noce moscata
sale e pepe q.b.

Per la sfoglia:

1 uovo intero ogni etto di farina

PREPARAZIONE:

     La primissima cosa che non scrivo mai perché la do per scontata (e sbaglio, dovrei evidenziarla sempre!) è di stare attenti alla QUALITA' DEGLI ALIMENTI!!!!
   
     Un piatto importante come questo non può assolutamente essere fatto al risparmio: carni mediocri daranno un certo gusto, carni freschissime e di ottima qualità lo cambiano radicalmente!!!  Chi ama il vero gusto della cucina è non la cucina per immagini (magari bella da vedere ma chi se ne frega, la cucina va MANGIATA E GUSTATA, se no è solo food design, quindi gli ingredienti vanno in secondo piano!), ma io non faccio food design, io preferisco applicarmi ai sapori, che siano veri, che non siano i soliti sapori piatti e uguali l'uno all'altro dell'industria, che si possa ogni tanto sentire il diverso sapore dei cibi, che si possano riscoprire i sapori che i nostri nonni, anche nella povertà, potevano assaggiare, quindi la mia prima ed unica regola in cucina è che la qualità delle materie prime è imprescindibile!!!!

     Fatta questa dovuta parentesi, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a lavorare:

prepariamo l'impasto con uova e farina, noi eravamo in 8 e ne abbiamo fatta circa 500 g di farina e 5 uova (le paste ripiene rendono di più quindi non c'è bisogno di fare un etto di farina a persona), oltretutto essendo un piatto che facevamo in brodo e non asciutto potevamo farne un pò meno. Fatto l'impasto, lo mettiamo a riposare almeno mezz'ora ben coperto o con un panno umido o con della pellicola in modo che non prenda aria, se no si secca. Il tempo che impiegheremo per fare il ripieno andrà benissimo per il riposo della pasta.

     Mettiamo i funghi secchi ad ammollare in acqua molto calda. Facciamo saltare in una padella con proprio un velo d'olio, non ce n'è bisogno di più, la lonza di maiale e la salsiccia. Quando la carne è ben cotta la mettiamo da parte a raffreddare. Col tritacarne adesso tritiamo tutto: la polpa di vitello, la polpa di manzo, il maiale che si sarà ormai intiepidito, i funghi secchi ben scolati e strizzati, la mortadella e il prosciutto crudo.

     Mettiamo tutto in una ciotola e aggiungiamo le uova (uno alla volta, l'impasto non deve risultare umido ma molto sostenuto), il parmigiano grattugiato, sale e pepe, e la noce moscata (a me piace da morire per cui ne metto sempre una dose generosa, ma a chi non piace molto ne può mettere giusto una spruzzata. Ma non è una buona idea non metterla del tutto perchè in questo ripieno è quasi d'obbligo), e alla fine dovremmo avere qualcosa come questo:



     E' un impasto così gustoso, che bisogna fare uno sforzo di volontà per non mangiarselo tutto a morsi!!!!
Tiriamo la pasta normalmente in lunghe sfoglie, io non sono una sfoglina e non so usare il mattarello come loro, quindi accontentiamoci della macchinetta per fare la pasta :-)


Facciamo la sfoglia e con una rotella tagliapasta la tagliamo a quadrotti


mettiamo delle noccioline di ripieno sopra ogni quadrotto

e con santa pazienza facciamo i nostri tortellini. Ecco, adesso mi risulta difficile spiegare COME fare i tortellini perchè dovendoli fare non potevo scattare le foto dei passaggi, comunque youtube è pienissima di video che insegnano come farli. Tendenzialmente questi quadrotti vanno piegati sugli angoli oppsti in modo da ottenere un triangolo, e poi le due punte opposte del triangolo vanno unite: vi rimando al sito di una mia amica http://www.gennarino.org/piegatorte.htm dove sono spiegati benissimo i vari passaggi.

Ed ecco fatto, adesso non resta che cuocerli nel meraviglioso brodo di cappone che ho inserito precedentemente e gustarseli goduriosamente e aspettatevi degli applausi ammirati dai vostri ospiti :-)))

Brodo di cappone


     Il brodo di cappone non è assolutamente difficile da fare, in genere si usa durante le feste perchè è ottimo e più saporito specialmente per i tortellini in brodo, preferibilmente fatti in casa.

     E' più grasso del pollo o della gallina, ma indubbiamente ha un sapore molto più gustoso è deciso. Fra l'altro la preparazione non è assolutamente difficile, casomai un pò lunga ma va praticamente da solo. Vediamo quindi come si fa:

INGREDIENTI:

1 cappone (o mezzo, dipende dal numero di commensali)
sedano, carote, cipolle, alloro, aglio

PREPARAZIONE:

     Essendo un animale già grasso di suo, in genere io tolgo la pelle al cappone. Sarà sicuramente da dividere in 2 o 4 parti per riuscire a farlo stare in pentola perchè è un volatile voluminoso, io l'ho diviso in 4 parti circa per riuscire a cuocerlo comodamente. Lo copriamo d'acqua, aggiungiamo sedano, carote, cipolle, alloro e aglio tagliati a pezzettoni grossi, accendiamo il fuoco e appena bolle abbassiamo la fiamma al minimo (deve sobbollire lentamente) e lasciamo andare semicoperto per circa 2 ore.

     La quantità d'acqua che avevate messo all'inizio si sarà consumata anche più della metà, alle volte è addirittura necessario rabboccarla  un pochino. Il cappone potrete servirlo come secondo, accompagnato dal della mostarda di frutta, o salsa verde o senape, il delizioso brodo ottenuto è ideale per cuocere qualsiasi pasta, ma il suo top sono i classici tortellini di carne.