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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

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lunedì 28 luglio 2014

Panna cotta ai funghi con salsa al tartufo


07-panna cotta ai funghi con salsa di tartufo
 "Gli amori sono come i funghi, non si sa se sono velenosi se non dopo averli mangiati. E dopo è troppo tardi." Tristan Bernard, 1866 - 1947


Agnello marinato al tartufo con patate al tartufo

04-Agnello marinato al tartufo con patate al tartufo


























" Non sarebbe stupendo se venisse fuori che le patatine fritte ti fanno bene?" Charlie Brown, di Charles Monroe Schulz, Peanuts, 1950-2000

sabato 22 marzo 2014

Quenelles (polpette) di pesce spada ai peperoni e salsa di soia


 "Così hai rubato i gioielli, hai consegnato uno dei tuoi amanti alla polizia, hai tenuto l'altro perché ti aiutasse a trovare i diamanti e quando c'è riuscito hai testimoniato il falso in tribunale!" "Dai Archie, è una cosa che fanno tutti in America..." dialogo tra Archie Leach (John Cleese) e Wanda Gershwitz (Jamie Lee Curtis) dal film "un pesce di nome Wanda"


mercoledì 15 gennaio 2014

Asiago condito

Asiago condito

Piatto finale


"Un no bene acconciato è alle volte più gustoso di un sì mal condito" Ettore Mazzuchelli, scrittore e aforista italiano Manuale di massime, sentenze e pensieri sopra diverse materie, 1769

lunedì 13 gennaio 2014

Caviale di succo d'arancia


"La Vodka è un lusso che ci possiamo permettere, il caviale è un lusso che ci possiamo permettere, il tempo no!" Nikita Khrushchev (Bob Hoskins) dal film "Il nemico alle porte" di Jean-Jacques Annaud

domenica 22 dicembre 2013

Spezzatino bianco con cavolo nero




     Lo spezzatino è l'ideale quando ci sono queste giornate fredde e uggiose. Prima degli stravizi delle feste, ho optato per qualcosa di caldo e morbido. Mentre cercavo qualche idea sul classico spezzatino con verdure, mi è caduto l'occhio sul cavolo nero che avevo acquistato il giorno prima. Perché non farlo in bianco e col cavolo nero? Detto fatto! Sono andata a curiosare come al solito sul sito dove vado a raccogliere qualche idea di ricette di cucina, perché qualche spunto in più non fa mai male.

venerdì 11 ottobre 2013

aglio e cipolle al forno: un contorno molto particolare



"Ego tibi de aliis loquor, tu respondes de coeptis" di Erasmus, da Adaigiorum Chiliades Quatuor 3,4,35 D 736. (Io chiedo d’aglio e tu rispondi cipolla, che gioca sull’identico suono delle parole cepis (cipolla) e coepis (inizio, origine), e il significato è poi quello del “capire Roma per toma”).

sabato 6 luglio 2013

L'insalata russa della mia sorellina



"Жизнь сваливается на нас как снег на голову, а затем потихоньку тает." La vita ci casca addosso come una slavina per poi sciogliersi poco a poco. (Sergei Sidorov presidente del circolo aforistico di Mosca)

Insalate di arance, uva e finocchi



"Fare una buona insalata significa che si è un brillante diplomatico; il problema è identico in entrambi i casi: sapere con esattezza quanto olio mescolare col proprio aceto" (Oscar Wilde, Vera  o i Nichilisti, 1880)  

giovedì 11 aprile 2013

Carciofi al forno



Nella mitologia greca si narra della bellissima ninfa Cynara, chiamata così a causa dei suoi capelli color cenere.

lunedì 17 dicembre 2012

Simmenthal home made (Terrina di vitello)

Oggi ci cimentiamo con una ricetta di origine francese. Anche se non amiamo particolarmente  la cucina francese, bisogna dare atto che sulle terrine e i pâté ci sanno fare. Loro lo chiamano anche “fromage de tête de veau” cioè formaggio di testina di vitello. Non storciamo il naso perchè oggi come oggi la testina di vitello la troviamo bella pulita e arrotolata, fra l’altro a prezzi abbordabili il che non guasta, ed è un taglio di carne gelatinoso ma con pochi grassi, perchè come mi ha fatto notare una mia amica biologa c’è pochissimo grasso nella testina in quanto composto per la maggior parte di tessuto connettivo, se possiamo quindi mettere assieme leggerezza e gusto più qualcosa di diverso dal solito ben venga.

INGREDIENTI:
Un pezzo di testina di vitello
odori /sedano, carota, cipolla)
prezzemolo
vino bianco
brandy
sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO:
Per prima cosa facciamo un classico bollito: quindi un bel pentolone d’acqua con sedano carote e cipolle, e appena bolle mettiamo due bicchieri di vino bianco e il nostro pezzo di carne che avremo lasciato in acqua corrente una mezz'oretta a sbianchirsi. Il motivo per cui lo mettiamo nell'acqua che bolle e non a freddo è perché a noi non interessa fare un buon brodo, ma ci interessa che sia gustoso il pezzo di carne: mettendolo nell'acqua bollente lo shock termico chiude i pori e non disperde nell'acqua il gusto della carne. Se invece ci interessa un buon brodo saporito di carne dobbiamo mettere tutto nell'acqua a freddo e arrivare a bollore piano piano.
Quando bolle, schiumiamo se necessario, abbassiamo al minimo la fiamma, e piano piano piano lo facciamo sobbollire, magari con un coperchio che copre metà pentola, e lo facciamo andare almeno 2 ore e mezzo, la carne deve diventare morbidissima. Io non ci metto meno di 3 ore di cottura. Alla fine sarà così:

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Cercando di lavorarlo caldissimo, possiamo agire in due modi: o lo passiamo al tritacarne o lo tagliamo a coltello a pezzettoni più o meno grossi. Passandolo al tritacarne avrà più la consistenza di un pâté, lasciandolo a pezzettoni avrà un aspetto più rustico. Io che li ho provati tutti e due lo preferisco a pezzettoni, ma dipende molto dal gusto personale.
Perché lavorarlo a caldo? Perché così facendo mentre si raffredda la gelatina naturale che contiene funge da collante compattando il preparato.
Dopo averlo tagliato si presenta così:
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Lo mescolo con del prezzemolo e erba cipollina tritati sottili, grani di pepe nero e di ginepro, aromatizzo con mezzo bicchiere di brandy, aggiusto di sale, mescolo bene e lo metto in forma. In genere io lo metto in uno stampo da plum-cake oppure con della carta forno faccio un grosso salame, stavolta avevo lo stampo occupato e tanto per cambiare l’ho messo in uno stampo tondo.
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Ci ho messo un pò di carta forno e dei pesi sopra
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e via in frigo.
Dopo qualche ora, l'ho scollato dai bordi e capovolto su un piatto, l'operazione è semplice perché a parte una minima resistenza iniziale poi si spiatta subito.




Ho provato a tagliarla come un formaggio e a fettine sottili per vedere la differenza:






Come si serve?


  • affettato sottile, condito con olio pepe e limone
  • affettato sottile con accompagnamento di salsa verde
  • affettato sottile su del pane tostato condito con un po di senape
  • affettato sottile accompagnato con tzaziky o tirokaftery
  • tagliato a tocchetti grossi con insalata mista
  • tagliato a tocchetti grossi con mostarda di frutta
Consiglio di toglierlo dal frigo un'oretta prima di mangiarlo per farlo ammorbidire un po.













lunedì 10 dicembre 2012

Salsa al mango


Prendete un bel mango, sperando di trovarlo maturo e dolce al punto giusto, togliete il seme centrale e ovviamente anche la buccia. Fatelo a pezzettoni, mettetelo in un frullatore con qualche goccia di limone e frullatelo.

Diventerà una cremina vellutata, se invece piace una consistenza più granulosa e meno liscia battetelo con un coltello o passatelo allo schiacciapatate.



Ottimo come accompagnamento al pesce o alla carne cruda perché la sua freschezza pulisce la bocca, ma recentemente l'ho provato col maiale, con delle costine, e devo dire che anche con la carne cotta è eccezionale. Ormai la salsa al mango è diventata una mia piacevole abitudine.

Enjoy


Purè al cavolo nero

Questa ricetta me la ricordo sin da quando ero piccolina; ho visto purè fatti col formaggio, col prosciutto, ma  non mi è mai capitato di vederne fare con la verdura, specialmente col cavolo nero, che  ho notato si conosce poco oltre i confini della mia toscana.

Fra l'altro per chi ama la famiglia dei cavoli come me, il cavolo nero oltre ad avere moltissime vitamine, ha un gusto proprio buono, perché è bello croccante e le sue foglie sono corpose.

INGREDIENTI:

patate
burro
latte
cavolo nero
sale pepe q.b.

PREPARAZIONE:

Ho trovato queste belle foglie di cavolo nero


Le ho ovviamente lavate e scolate dopo aver tolto l'anima centrale coriacea, le ho messe a bollire per qualche minuto poi le ho passate con la mezzaluna e fatte saltare con un po d'olio e aglio in padella.

Nel frattempo ho fatto il purè classico, ho cotto le patate a vapore (in genere non le metto in acqua ma le cuocio al vapore, così non si impregnano troppo di liquido) e le ho passate.


Noce moscata, sale, pepe, latte e burro e una bella mescolata. Mi sono tenuta bassa col burro perchè dovevo contare anche del condimento del cavolo, e non volevo esagerare coi grassi.

Ho aggiunto i miei cavoli



E ho dato una bella mescolata.


BUONISSIMO!! Per la prossima volta però trito un pò di meno la verdura e la lascio più a pezzettoni, voglio vedere il bianco del purè e i pezzi di cavolo in mezzo, invece che ridotti a crema... Ma devo dire che il gusto era buonissimo, invece del solito purè (che ogni tanto fa davvero molto ospedale) è diventato un contorno diverso dal solito.

Enjoy









lunedì 3 dicembre 2012

Riso venere alla creola

Il riso venere per alcuni ha un aspetto inquietante, dato il suo colore, ma è profumato e molto buono, unico neo la cottura lunga. In genere viene usato come accompagnamento ad altri piatti. Nella mia cena creola è risultato un po ibrido, nel senso che in effetti è stato mangiato come un primo più che come un contorno, ma le abitudini italiane sono dure a morire :-)

Però è buonissimo lo stesso e di una semplicità SPAVENTOSA!!!

Come si fa?

Cuocere il quantitativo di riso in acqua salata, occhio che la cottura di questo riso è un po più lunga, scolarlo bene, mescolarlo con un velo, ma proprio un velo d'olio che serve solo a impedire che si attacchi e lasciarlo raffreddare in una ciotola o direttamente nel piatto da portata. Al momento di servirlo, se avete delle radici fresche di zenzero (ormai si trovano dappertutto) tritatele, mettetele in un tovagliolino anche di carta e spremetele sul riso in modo da bagnarlo col succo di zenzero: mescolate, pepe se piace, e servitelo come accompagnamento ai vostri piatti etnici.

Se non trovate il riso nero, usate del basmati: col basmati ci vedo meglio un bel pilaff, anche questo servito come contorno.

Enjoy!