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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

Visualizzazione post con etichetta Pasta fresca. Mostra tutti i post
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martedì 29 aprile 2014

Pesto di salvia

4-pasta fresca con pesto di salvia


























"Giuseppe (Bernard Blier): "Ma lei... non ci pensa mai alla morte?[serio e con atteggiamento pseudofilosofico]" Elvio (Alberto Sordi) "[mentre si sta gustando un copioso piatto di trenette al pesto di cui ha appena tessuto le lodi] A che?" "Alla morte..." "[masticando e fissando Giuseppe] Mai durante i pasti!" Dal film "una botta di vita" del 1988

giovedì 24 aprile 2014

Ravioli d'oca affumicata conditi con burrata e semi di papavero


1-ravioli d'oca affumicata conditi con burrata
























2-ravioli d'oca affumicata conditi con burrata








Colonnello Vogel (Michael Byrne): "Cosa c'è in quel libro? Quel piccolo, insignificante libretto che ha scritto? Abbiamo noi la mappa, il libro è inutile, eppure lei torna ugualmente a Berlino per riprenderselo, perché? Che cosa ci ha nascosto? Che cosa le dice il suo bel libretto che a noi non dice? Henry Jones (Sean Connery): "Che quegli imbecilli, che marciano con il passo dell'oca come lei, dovrebbero leggerli i libri, invece di bruciarli!" Dal film Indiana Jones e l'ultima crociata, 1989

martedì 1 aprile 2014

Lasagnette alla crema di aringa affumicata e caviale di salmone

Lasagnette alla crema di aringa affumicata e caviale di salone


Lasagnette alla crema di aringa affumicata e caviale di salone

"Un banco di aringhe non è più intelligente di una sola aringa" Maurice Maeterlinck (Maurice Polydore Marie Bernard Maeterlinck, Gand 1862 - Nizza 1949, poeta, commediografo e saggista belga, premio nobel per la letteratura nel 1911)

sabato 23 novembre 2013

Ravioli ripieni ai cardi in due modi: con sugo di costine e con burro e tartufo bianco



"Quando il cardo fiorisce e da un albero la cicala canora diffonde l'armonioso frinire battendo le ali, è giunto il tempo dell'estate, all'ombra e con il cuore sazio, beviamo allora il vino generoso godendo del dolce alitare di Zefiro sul viso." (Esiodo, VII sec. A.C. Le opere e giorni)

sabato 9 novembre 2013

Nastrine ripiene di fonduta al castelmagno con salsa di funghi e tartufi




Con questa ricetta partecipo al contest l'abbuffata prima della dieta
Se avete dei tartufi che abbiano profumo chiudeteli in una scatola di latta con una o due uova freschissime. Lasciatele così un paio di giorni...poi mangiatele alla coque." (Pellegrino Artusi)

martedì 15 ottobre 2013

La salsa di noci, un grande classico ligure


"VIANNE: E queste sono per tuo marito. Noci del Guatemala, per risvegliare la passione. YVETTE: chiaramente non hai mai incontrato mio marito. VIANNE: Chiaramente non hai mai provato queste."..."YVETTE: hai ancora quella specie di noci, per favore? VIANNE: ma certo...quante ne vuoi? YVETTE: quante ne hai?" (Dialogo dal bellissimo film Chocolat con Juliette Bonoche e Johnny Depp)

venerdì 20 settembre 2013

Raviolis aux escargots, crème de champignon et curry, ravioli alle lumache conditi con crema di champignon e curry


"La cuisine est le plus ancien des arts parce-que Adam naquit à jeun."La cucina è la più antica delle arti, perché Adamo è nato a digiuno. (Jean-Anthelme Brillat-Savarin da Extrait du Physiologie du goût)

sabato 14 settembre 2013

I bazott romagnoli: quando gusto e semplicità si uniscono



"Chi dzona tot’ la quaresima infera a e’ sàbat sânt quând l’ariva a Pasqua l’à pers e’ fiânc" Chi digiuna tutta la Quaresima fino al sabato santo quando arriva a Pasqua ha perso il fianco. (Proverbio contadino romagnolo)

mercoledì 17 luglio 2013

martedì 9 aprile 2013

domenica 3 febbraio 2013

Tortellini di carne in brodo di cappone


Ma che buono è vedere un bel piatto di tortellini fatti in casa che occhieggiano da un saporitissimo brodo di cappone? Il procedimento è abbastanza laborioso, ma vale la pena. In genere consiglio, quando si fanno questi piatti un pò complicati, di farne una dose maggiore: visto che si fa tanto lavoro, tanto vale farne un pò di più e quello che avanza lo si può congelare per quei giorni che si ha voglia di qualcosa di sfizioso ma non si ha voglia di stare a spignattare :-)

INGREDIENTI:

Per il ripieno:

200 g lonza di maiale
200 g polpa di vitello
200 g polpa di manzo
200 g salsiccia
100 g prosciutto crudo
100 g mortadella
1 manciata di funghi secchi
1 o 2 uova
parmigiano grattugiato
noce moscata
sale e pepe q.b.

Per la sfoglia:

1 uovo intero ogni etto di farina

PREPARAZIONE:

     La primissima cosa che non scrivo mai perché la do per scontata (e sbaglio, dovrei evidenziarla sempre!) è di stare attenti alla QUALITA' DEGLI ALIMENTI!!!!
   
     Un piatto importante come questo non può assolutamente essere fatto al risparmio: carni mediocri daranno un certo gusto, carni freschissime e di ottima qualità lo cambiano radicalmente!!!  Chi ama il vero gusto della cucina è non la cucina per immagini (magari bella da vedere ma chi se ne frega, la cucina va MANGIATA E GUSTATA, se no è solo food design, quindi gli ingredienti vanno in secondo piano!), ma io non faccio food design, io preferisco applicarmi ai sapori, che siano veri, che non siano i soliti sapori piatti e uguali l'uno all'altro dell'industria, che si possa ogni tanto sentire il diverso sapore dei cibi, che si possano riscoprire i sapori che i nostri nonni, anche nella povertà, potevano assaggiare, quindi la mia prima ed unica regola in cucina è che la qualità delle materie prime è imprescindibile!!!!

     Fatta questa dovuta parentesi, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a lavorare:

prepariamo l'impasto con uova e farina, noi eravamo in 8 e ne abbiamo fatta circa 500 g di farina e 5 uova (le paste ripiene rendono di più quindi non c'è bisogno di fare un etto di farina a persona), oltretutto essendo un piatto che facevamo in brodo e non asciutto potevamo farne un pò meno. Fatto l'impasto, lo mettiamo a riposare almeno mezz'ora ben coperto o con un panno umido o con della pellicola in modo che non prenda aria, se no si secca. Il tempo che impiegheremo per fare il ripieno andrà benissimo per il riposo della pasta.

     Mettiamo i funghi secchi ad ammollare in acqua molto calda. Facciamo saltare in una padella con proprio un velo d'olio, non ce n'è bisogno di più, la lonza di maiale e la salsiccia. Quando la carne è ben cotta la mettiamo da parte a raffreddare. Col tritacarne adesso tritiamo tutto: la polpa di vitello, la polpa di manzo, il maiale che si sarà ormai intiepidito, i funghi secchi ben scolati e strizzati, la mortadella e il prosciutto crudo.

     Mettiamo tutto in una ciotola e aggiungiamo le uova (uno alla volta, l'impasto non deve risultare umido ma molto sostenuto), il parmigiano grattugiato, sale e pepe, e la noce moscata (a me piace da morire per cui ne metto sempre una dose generosa, ma a chi non piace molto ne può mettere giusto una spruzzata. Ma non è una buona idea non metterla del tutto perchè in questo ripieno è quasi d'obbligo), e alla fine dovremmo avere qualcosa come questo:



     E' un impasto così gustoso, che bisogna fare uno sforzo di volontà per non mangiarselo tutto a morsi!!!!
Tiriamo la pasta normalmente in lunghe sfoglie, io non sono una sfoglina e non so usare il mattarello come loro, quindi accontentiamoci della macchinetta per fare la pasta :-)


Facciamo la sfoglia e con una rotella tagliapasta la tagliamo a quadrotti


mettiamo delle noccioline di ripieno sopra ogni quadrotto

e con santa pazienza facciamo i nostri tortellini. Ecco, adesso mi risulta difficile spiegare COME fare i tortellini perchè dovendoli fare non potevo scattare le foto dei passaggi, comunque youtube è pienissima di video che insegnano come farli. Tendenzialmente questi quadrotti vanno piegati sugli angoli oppsti in modo da ottenere un triangolo, e poi le due punte opposte del triangolo vanno unite: vi rimando al sito di una mia amica http://www.gennarino.org/piegatorte.htm dove sono spiegati benissimo i vari passaggi.

Ed ecco fatto, adesso non resta che cuocerli nel meraviglioso brodo di cappone che ho inserito precedentemente e gustarseli goduriosamente e aspettatevi degli applausi ammirati dai vostri ospiti :-)))

martedì 4 dicembre 2012

Pappardelle ripiene

Tempo fa ho visto questa ricetta, ma alla mia età la memoria fa un po cilecca... non ricordo se l'avevo vista su un giornale, piuttosto che in un ristorante, alla televisione o internet... non mi ricordo più!!! So che per tanti anni è stata nel dimenticatoio, quando un giorno mi è punto vaghezza di farla, più che altro perché ero curiosa di sentirne il gusto!!!

Indi per cui, TA-DAAAAA!!!! La mia personalissima versione delle pappardelle ripiene!!! io li ho fatti per 4 persone, anche perché  insomma, non sono assolutamente difficili da fare, ma sono quelle cose un po lunghe..... ma siccome il mio motto è: se non c'è manipolazione non c'è cuoco, andiamo a fare i cuochi:

INGREDIENTI:

Per la pasta:
400 g. di farina di semola rimacinata
4 uova
cioè l'impasto classico. Io ho usato la normale farina 00 ma mi riprometto la prossima volta di usare la semola per farle venire un po più sostenute.

Ripieno:
1 radicchio
ricotta
1 uovo
parmigiano
1 cipolla
sale, pepe q.b

Condimento:
Funghi 1 conf.
aglio
burro
vino bianco
peperoncino piccante (falcoltativo)

Iniziamo col preparare l'impasto... dato che gli impasti devono riposare almeno una trentina di minuti per non rompere la maglia glutinica e lasciare l'impasto bello elastico, prepariamolo impastando uova e farina (se serve qualche goccio di acqua tiepida), coprirlo con pellicola trasparente e lasciarlo da parte. NON mettete sale perché il sale è quella robina che elimina l'elasticità dell'impasto, meglio metterlo nell'acqua di cottura che nell'impasto.

Mentre l'impasto riposa prepariamo il ripieno: molto semplicemente soffriggiamo la cipolla e aggiungiamo il radicchio lavato e scolato



e tagliato a pezzi molto piccoli... facciamolo andare per una decina di minuti, o comunque il necessario per asciugare l'umidità propria della verdura, perché se no inzupperebbe la pasta, chiudiamo il fuoco e lasciamolo un attimo a intiepidire.
Quando è abbastanza intiepidito, vediamo se è il caso di sminuzzarlo ancora un po nel caso ci fossero alcuni pezzi grossi, in genere io una passata di coltello la faccio... chi vuole può usare la mezzaluna, ma come dicono ai corsi di cucina "il vero cuoco non usa la mezzaluna".  In effetti io dopo che mi sono abituata ad usare il coltello ho accantonato la mezzaluna, col coltello mi diverto di più!!! :-)

COMUNQUE!!!..... dopo che il radicchio ci sembra della misura che ci aggrada, via in una ciotola a mischiarlo con uovo, parmigiano e ricotta.... impossibile dare le dosi , perché c'è chi ama più ricotta chi invece preferisce sentire più l'amarognolo del radicchio, suggerisco un sistema matematico mooolto efficace:
A-S-S-A-G-G-I-A-T-E!!!
Quando il gusto sarà entrato nelle vostre corde, l'impasto è pronto!

Adesso abbiamo l'impasto che ha riposato e il ripieno. Regola N. 1 del cuoco provetto sopraffino: dopo che avete fatto il più grosso, e con lo sguardo ammiccante vi compiacete del vostro lavoro, aprite il frigo, tirate fuori una bottiglia di un ottimo gewurztraminer, stappatela, versatela in un bicchiere a calice, sedetevi e sorseggiatela con aria goduriosa continuando a guardare compiaciuti la prima parte del vostro lavoro mentre vi dite "come sono stata brava!!!" . Questa fase va ASSOLUTAMENTE seguita altrimenti il piatto non riesce!!! :-) Va bene anche un muller thurgau, l'effetto è lo stesso!!!

(per chi è astemia il tutto funziona con un'ottima perrier d'annata)

Dopo la fase di auto-compiacimento, continuiamo:

iniziamo con la classica sfoglia... se abbiamo la nonna papera, facciamo delle belle strisce larghe, chi è una sfoglina provetta tirerà la sfoglia a mano, ahimè io confesso la mia mancanza in tal senso.



e con l'aiuto di un sac-à-poche facciamo delle belle strisce di ripieno:



Chiudiamoli con un'altra sfoglia e sigilliamo bene tutti i bordi intorno, ma MOLTO BENE perché non possiamo permetterci che si aprano in cottura, magari inumidiamo i bordi ma CHIUDIAMOLI BENE.


E vualà (francese riveduto e corretto) ecco come si presenta il nostro lavoro finito!




Quanti ne facciamo a testa? persone di fame media direi un 5 o 6 a testa... se usate la farina 00 in cottura cresce di più della semola, comunque bisogna tenere conto che il piatto è ricco quindi si può anche stare bassi.
Non sono carini?

Possiamo farli il pomeriggio o la mattina se abbiamo in programma una cena, per  il condimento io ho optato un ragù di funghi, ma anche il classico burro salvia  (e semi di papavero no???) possono andare bene, quello che non vedo attinente invece è un sugo di pomodoro, secondo me coprirebbe troppo.

Condimento di ragù di funghi:

burro e aglio tritato a soffriggere in una pentola, aggiungiamo i funghi freschi (magari avere i porcini, se no accontentiamoci degli champignon o dei cremini) vanno bene tagliati a pezzettoni, tanto dopo li trasformeremo in crema.


Facciamo evaporare l'acqua che faranno, bagniamoli con un bicchiere generoso di un ottimo vino bianco (non quello che serve all'auto-stima del cuoco!!!) e facciamo andare qualche minuto. Con un frullatore a immersione trasformiamoli in una purea molto granulosa, non deve essere proprio ridotto a crema.


TA_DAAA! il vostro mega piatto per stupire amici parenti e nemici è pronto!!! lessate con delicatezza le pappardelle, scolatele con altrettanta delicatezza, appoggiatele in un vassoio largo e piatto per ridurre al minimo il mescolamento, conditele col ragù di funghi e.... godetevi i complimenti!!!
Non sono riuscita a fare una foto delle pappardelle finite, questo piatto si è letteralmente autodistrutto dopo i canonici 10 secondi, nemmeno mission impossible sarebbe arrivata a tanto!!! Una bella soddisfazione!!!!

Enjoy!